Biennale di Scultura di Roma

 

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Rassegna internazionale di scultura di Roma 1^ edizione

Salvador Dalì

Salvador Domingo Felipe Jacinto Dalì Domènech, marchese di Púbol (Figueras, 11 maggio 1904 – Figueras, 23 gennaio 1989): un nome articolato per una personalità ancor più versatile. È stato pittore, scultore, scrittore, cineasta e designer. Il talento artistico di Dalì ha trovato espressione in svariati ambiti artistici, dal cinema alla scultura e la fotografia, portandolo a collaborare con artisti di ogni tipo.

Faceva risalire il suo “amore per tutto ciò che è dorato ed eccessivo, la mia passione per il lusso e la mia predilezione per gli abiti orientali” ad una auto-attribuita “discendenza araba”, sostenendo che i suoi antenati discendevano dai Mori. Dalì fu un uomo dotato di grande immaginazione ma con il vezzo di assumere atteggiamenti stravaganti per attirare l’attenzione su di sé. Un comportamento che ha talvolta irritato coloro che amano la sua arte tanto quanto ha infastidito i suoi detrattori, poiché i suoi modi eccentrici hanno in alcuni casi catturato l’attenzione del pubblico più delle sue opere. Era un abile disegnatore tecnico, ma è celebre soprattutto per le immagini suggestive e bizzarre delle sue opere surrealiste.

Incontrò, tramite l’amico Mirò, i surrealisti e i dadaisti, dai quali si distingue tuttavia per originalità di visione e spirito di indipendenza. Quando nel 1936 Dalì partecipa all’Esposizione internazionale surrealista di Londra, tiene la sua conferenza, intitolata “Fantômes paranoïaques authentiques”, vestito con tuta e casco da palombaro. È arrivato tenendo in mano una stecca da biliardo con due levrieri russi al guinzaglio e si deve togliergli il casco da palombaro perché è rimasto senza fiato. Commentò: “Ho solo voluto mostrare che mi stavo immergendo a fondo nella mente umana”. Nelle sue fantastiche composizioni, Dalì immette con estrema abilità suggestive implicazioni della psicanalisi. Nel suo lavoro si è ampiamente servito del simbolismo. I suoi orologi e gli elefanti ne sono gli esempi più celebri.

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