Biennale di Scultura di Roma

 

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Rassegna internazionale di scultura di Roma 1^ edizione

Annamaria Gelmi

Annamaria Gelmi studia all’istituto d’Arte di Trento, all’accademia di Brera a Milano con Cantatore e all’Accademia di Venezia con Saetti. Tiene la sua prima mostra a Trento alla galleria Mirana nel 1970. Usa materiali plastici come il plexiglas e il metacrilato realizzando opere di scultura e installazioni che giocano sulla trasparenza, altre con interventi a china su, grandi fogli di acetato, di figure geometriche elementari, che appese proiettano le ombre coinvolgendo lo spazio. Nel 1978 viene invitata per un soggiorno a Murano dove lavora il vetro con i maestri vetrai e realizza diverse opere. Nei primi anni Ottanta si allontana dal lavoro minimalista, essenzialmente bianco e nero per usare il colore. I lavori che connotano questo periodo sono memorie della storia, frammenti di architetture classiche, colonne, frontoni labirinti; tutti realizzati su carta Giapponese intelata. Negli anni Novanta le architetture diventano solo un segno, un richiamo simbolico; il colore è più forte e fa pensare lo spazio come condizione mentale di una visione diversa, ambigua e assoluta.

Realizza in questi anni le sculture-installazioni in ferro, pietra e ottone (Il giardino dell’altrove, Il labirinto, Mistero Sacro, Il giardino). Dal 2000 presenta le sue opere su tela e le installazioni in ferro: nella Chiesa SS. Giacomo e Filippo Andora, alla Facoltà di Teologia Università di Innsbruck in Austria, all’Istituto Italiano di Cultura di Innsbruck e allo Studio Lattuada a Milano. Da allora la sua attività espositiva non si è mai interrotta, portandola in Italia e all'estero.

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