Biennale di Scultura di Roma

 

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Rassegna internazionale di scultura di Roma 1^ edizione

Alfredo Rapetti

Nasce nel 1961 a Milano, città dove vive e lavora. Il padre, Giulio, è in arte Mogol mentre il nonno materno è Alfredo De Pedrini, presidente dell’associazione Arti Grafiche. Già da giovanissimo, proprio grazie al nonno, si accosta al mondo dell’arte. E sarà sempre un crescendo artistico e professionale che lo porterà ad esporre in tutto il mondo, collaborando, nel 1998, con il fotografo, Fabrizio Ferri, ad un serie di progetti multimediali a New York.

La sua opera scultorea è da intendere come un prolungamento tridimensionale del piano pittorico, caratterizzato da continui segni di grafia. Ed è proprio la scrittura che costituisce il leitmotiv dell’arte di Rapetti, dai lavori pittorici a quelli scultorei. La volontà di scrivere, di intagliare e impressionare la tela è alla base della sua ricerca artistica che senza dubbio dà vita a un lavoro di elevata qualità artistica e di forte equilibrio formale. La bellezza, la piacevolezza estetica potrebbe sembrare, a prima vista, l’unica qualità di questa pittura che sposa soprattutto il segno, la scrittura ricordandoci in qualche modo l’arte della calligrafia che fu importata in Europa da Mark Tobey, dopo un lungo soggiorno in Oriente. Lo scritto per Rapetti non ha però alcun significato razionale ma assume una valenza fortemente simbolica dato che, come l’artista stesso afferma, dentro le lettere, le parole ci siamo noi, con la nostra storia, la nostra vita senza le quali non potremmo esistere, saremmo dimenticati come spesso succede oggi, nella totale incuria della storia dell’uomo, del suo passato e di conseguenza del suo presente e possibile futuro. La musica è un altro elemento forte nelle opere di Rapetti, non soltanto perché figlio del “paroliere” Mogol, ma perché costituisce uno dei legami più forti tra la sua idea di arte e la creazione artistica. Le sue opere sono oggi battute nelle maggiori aste di arte contemporanea.